sabato 25 gennaio 2014

Diamo vita allo nostra start up.... Autoimpiego....

Negli ultimi tempi, nonostante la recessione economica che sta coinvolgendo il nostro paese, si è notato una certa "stabilizzazione" delle Partita IVA aperte e chiuse... 
Spesso sui giornali si parla di aziende che chiudono, ma mai di aziende che aprono. 
Realizzare un’attività imprenditoriale (mettersi in proprio) è l’aspirazione di molti, soprattutto noi giovani, che nel momento in cui diamo vita alla nostra Start Up ci sentiamo "realizzati".
Tuttavia, è bene ricordare che nel momento in cui diventiamo imprenditori, dobbiamo tenere in considerazione tutta una serie di pro e contro, fondamentali per il nostro proseguo.

Per iniziare vorrei fare un commento fondamentale, che ripeto a tutti coloro che mi hanno contattato sinora per un finanziamento  : ottenere un finanziamento non deve essere la condizione essenziale per l'avvio dell'attività.

Chi segue questo blog, sa bene che ci sono numerose forme di incentivi alle imprese, all'interno dei quali si notano finanziamenti a fondo perduto, finanziamenti a tasso agevolato, etc... 

Per accedere a questi bandi è necessario redigere un business plan (in realtà andrebbe fatto anche se non si intende accedere ai bandi). Spesso gli stessi sono redatti in funzione dell’ottenimento di qualche particolare incentivo, tralasciando l’aspetto più importante per la nascita di una nuova attività, ovvero la sua sostenibilità, la sua reale possibilità di stare sul mercato e andare avanti con le proprie forze.

Con questo articolo vogliamo dare alcune direttiva "linee guida" per tutti colori intenzionati ad avviare la propria Start Up. Ciò in quando spesso ci si dimentica che "mettersi in proprio" significa sottostare alle regole del mercato... 

PUNTO 1 - MOTIVAZIONE

Il primo passo da affrontare è calcola sul principio motivazionale. Prima ancora di valutare la bontà o fattibilità di una idea, per quanto questa possa essere innovativa, per quanto possa apparire la migliore da analizzare, un aspirante imprenditore deve “guardarsi dentro”.
L’imprenditore, nel momento in cui parte, si assume un rischio, legate alla possibilità di riuscita del proprio progetto, che spesso dipendono da una serie fattori tra loro strettamente correlati. Tre sono i punti da non dimenticare :
  • Capacità
  • Voglia di mettersi in gioco
  • Consapevolezza del rischio

PUNTO 2 - IDEA

Dopo un attenta analisi dello spirito motivazionale, si passa all'analisi del progetto. E' bene ricordare che non sempre un progetto o una start up debba nascere da idee innovative / creative. Certo quelle non guastano, però non sono il fulcro di tutto. 

PUNTO 3 - FATTIBILITA'

Punto cardine di ogni progetto / idea è la sua fattibilità e la possibilità di "guadagno" e l'autostontamento. Premesso che innovazione non vuol dire per forza creare una cosa nuova , tecnologicamente parlando. Si può perfettamente realizzare un bene o un servizio che già esiste, magari migliorando il prodotto o il suo processo produttivo, ricercare segmenti di mercato non ancora raggiunti caratterizzando la nostra offerta in maniera da rivolgersi ad una clientela di nicchia, o semplicemente localizzarsi dove quel prodotto/servizio non è raggiunto da altri concorrenti. In questo senso le proprie competenze giocano un ruolo fondamentale. 

Concludo con questa frase : "Se non abbiamo la passione e la forza di volontà necessaria la nostra iniziativa partirà menomata fin dall’inizio. Non a caso molte imprese nascono da quello che fino a poco tempo prima era un nostro passatempo". Dott. Michele Ledda.

Fonte : PMI - Michele Ledda.

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