giovedì 7 novembre 2013

Il marchio... Cos'è , come si deposita, e quanto costa....

Il marchio è un qualunque segno suscettibile di essere rappresentato graficamente, in particolare parole (compresi i nomi di persone), disegni, lettere, cifre, suoni, forma di un prodotto o della confezione di esso, combinazioni o tonalità cromatiche, purché siano idonee a distinguere i prodotti o i servizi di un'impresa da quelli delle altre.

In Italia è disciplinato dagli articoli da 7 a 28 del Codice della proprietà industriale (decreto legislativo n. 30 del 10 febbraio 2005). Esistono due tipi di marchio, quello di fatto che si distingue di gran lunga da quello registrato che, in virtù del processo di registrazione dinanzi all'Ufficio Italiano Brevetti e Marchi (UIBM), gode di una protezione rafforzata in quanto ha data certa, mentre il marchio di fatto deve dimostrare sia la notorietà che il preuso esteso.
La registrazione dura dieci anni a partire dalla data di deposito della domanda, salvo il caso di rinuncia del titolare , e alla scadenza può essere rinnovata ogni volta per ulteriori dieci anni.

Per essere tutelato giuridicamente, il marchio deve avere i seguenti requisiti :
  • Originalità , quindi avere carattere distintivo. Deve essere composto in modo da consentire l’individuazione dei prodotti contrassegnati fra tutti i prodotti dello stesso genere presenti sul mercato (pertanto non sono valide le denominazioni generiche del prodotto o del servizio o la loro figura generica, come whisky, cioccolata, penna ; le indicazioni descrittive , come la qualità, la quantità, la destinazione ; segni divenuti di uso comune , come “super”, “extra”, “lusso” ;
  • Verità , cioè non deve ingannare il pubblico, specie sulla provenienza geografica, sulla natura o sulla qualità dei prodotti o servizi ;
  • Novità , in quanto non deve essere stato usato in precedenza come marchio, ditta o insegna per prodotti o servizi simili o identici . Inoltre la legislazione tutela i marchi celebri (FIAT , Lamborghini, Versace) in quanto in questi non vi è limite di affinità , quindi sono per forza di cosa esclusi ;
  • Liceità , cioè non deve contenere segni contrari alla legge, all'ordine pubblico e al buon costume, stemmi o altri segni protetti da convenzioni internazionali o segni lesivi di diritti. Quindi sono esclusi i ritratti o i nomi di persone celebri o non , che non abbiano dato il proprio consenso, etc...

A seconda della Tutela Giuridica, il marchio può essere nazionale (solo per il territorio italiano) , europeo (valido in tutta l'UE) o internazionale (valido in tutto il mondo). Ci sono varie tipologie di estensioni.



mercoledì 6 novembre 2013

Come si crea un Marchio Personale???? A cosa serve???

Il "marchio personale" , o meglio il personal branding, è un processo utile per commercializzare voi stessi.... 
A differenza delle solite strategie di marketing, il social branding si lega alla persona, a quello che fa e a come lo fa.... Oggi giorno grazie ai numerosi social network, tra cui Facebook, LinkedIn, Twitter, il marchio personale è molto più semplice da distribuire e da comunicare.... Trasparenza e autenticità sono il mezzo per sopravvivere e prosperare in questo nuovo regno digitale, ciò in quanto hanno reso i social media hanno messo tutti sullo stesso piano, permettendoci quindi di raggiungere risultati incredibili sfruttandone il potenziale.
Ecco alcuni punti fondamentali... :

  1. La chiave del successo non è basata solo su una idea rivoluzionaria, ma può essere basata semplicemente sulla vostra passioneSi tratta quindi di capire qual'è il lavoro che volete fare , definirne gli obiettivi, e creare un piano di sviluppo. E' chiaro che sia più vantaggioso scegliere un’area "innovativa" nella quale è possibile essere il migliore sia a livello individuale che di dominio ;
  2. Una volta individuato il settore di interesse, bisogna dar vita al marchio, con i
    "p
    ersonal branding toolkit", ovvero l’insieme dei materiali da utilizzare per mettere in mostra il vostro marchio. Solitamente ciò avviene con l'ausilio di biglietti da visita, curriculum, lettera di presentazione e referenze (indicando anche i vari link social), portfolio , blog o sito web, a seconda dei casi... Bisogna tener presente che sempre più spesso i Social Network vengono utilizzati per informarsi sulle attività, gli interessi e gli stili di vita di una persona, pertanto è utile promuoversi e farsi conoscere con l'ausilio dei propri profili LinkedIn (social network professionale, in cui si espone il proprio curriculum, lettera di presentazione, etc...) , Facebook (tutti hanno ormai un profilo facebook ma in pochi sfruttano questo potenziale. Per sfruttare facebook basta semplicemente inserire una foto "composta" di voi , da soli, evitando gesti poco simpatici o alcool o droghe varie. E' inoltre importante mantenere il proprio profilo libero al mondo , magari con qualche restrizione su tag e/o commenti degli amici più intimi), Twitter o Google+ (stesso ragionamento fatto per Facebook). Anche lo stile personale è di "vitale" importanza, ciò in quanto le foto pubblicate sui social network sono di dominio pubblico... E' bene non dimenticare l'importanza della mail, la quale è indispensabile per avere un approccio serio con il mondo professionale (consigliabile nome.cognome@gmail.com , in quanto potenzia la ricerca su google). Non guasterebbe, visto che è l'attrazione del momento un video curriculum in cui parlare di se stessi e del proprio marchio.
  3. Ora si passa alla comunicazione del marchio. Una volta deciso il proprio settore d'interesse e aver dislocato il materiale informativo bisogna
    comunicare/commercializzare il proprio prodotto/servizio. Un consiglio che posso darvi in merito potrebbe essere quello di non focalizzare la vostra attenzione solo su voi stessi... Anzi, un buon metodo di promozione potrebbe essere quello di raccogliere il parere degli altri (ha molto più valore del vostro parere), in quanto è bene ricordare che il passaparola è da sempre la più incisiva formula di marketing. Un altra consiglio potrebbe essere quello di iscriversi a newsletter o controllare le news dei vostri potenziali "concorrenti" e ad individuare le parole chiave per raffinare i parametri di ricerca su google, in quanto chiunque di noi è molto attiva su google, pertanto mostrarci in cima alla ricerca è un carattere determinante... Un altro modo per manifestarsi al mondo potrebbe essere anche quello di partecipare e magari anche parlare agli eventi attinenti ai vostri interessi, in modo da farvi notare e sfruttare lo stesso per lanciare il vostro marchio. Col tempo poi sarete in grado di realizzare un vostro evento. Non trascurate i vari canali media, in quanto il commento su un blog o su post/tweet o un articolo sulle testate giornalistiche è alla base di un'ottima strategia di marketing.
  4. Il marchio una volta realizzato e pubblicizzato va anche "mantenuto". Come farlo è semplice, basta semplicemente aggiornare i vostri profili social, seguendo quanto detto prima (un compito impegnativo ma semplice) e cercando le persone che parlano di voi o dei vostri articoli cosi da potergli rispondere e acquisire quindi un contatto...
Un esempio eclatante di Personal Brandig può essere quello del faccendiere "Pinuccio", che con la potenza dei social network è diventato un opinionista politico di grande successo... 

Basta un idea o semplicemente un progetto per creare il proprio Marchio Personale.... Gente da "sfruttare" per crescere ce nè, basta solo sceglierla con cura...



P.S. : se stai leggendo questo articolo vuol dire che stai sperimentando da te un altro caso di Personal Branding... Il mio... 




martedì 5 novembre 2013

"Garanzia Giovani"... Si parte dal 2014....

Il 31 ottobre , poco prima dei festeggiamenti di Halloween , è stato approvato il Piano “Garanzia Giovani”, definendo le linee guida e i principi.
Lo stesso è rivolto a giovani under 25 anni, e tra le linee di intervento vi è la garanzia un’offerta qualitativamente valida di lavoro, di proseguimento degli studi, di apprendistato o di tirocinio o altra misura di formazione entro quattro mesi dall'inizio della disoccupazione o dall'uscita dal sistema di istruzione formale.
L’obiettivo è quello di offrire prioritariamente una risposta ai giovani che ogni anno si affacciano al mercato del lavoro dopo la conclusione degli studi, o azioni mirate nei confronti dei giovani disoccupati , sempre più scoraggiati, che hanno necessità di ricevere un’adeguata attenzione da parte delle strutture preposte alle politiche attive del lavoro.
Il Piano per la “Garanzia Giovani” richiede la mobilitazione di tutte le componenti sociali e quindi è imprescindibile la presenza dei giovani, che coinvolgeremo per la parte più operativa. L’Italia quindi , seguendo quanto disciplinato dalla direttiva del Consiglio dell’Unione Europea, attuerà delle misure che assicurino ai giovani di età compresa tra i 15 e i 24 anni, una formazione adeguata alle loro attitudini e indirizzamento verso il mondo del lavoro.
L'Italia quest'anno ha visto circa 1.300.000 giovani NEET (non lavorano ne studiano), pertanto questa misura si rivolge proprio a loro....
Infatti a partire dal 2014 i giovani saranno coinvolti in attività di sensibilizzazione, informazione e orientamento fin dalle scuole, rafforzando le azioni nei confronti di coloro che hanno abbandonato, o rischiano di abbandonare, gli studi, garantendogli colloqui personalizzati sulle prospettive di studio e di lavoro (non solo dipendente).
Saranno inoltre attivati percorsi di alternanza studio/lavoro, di avviamento al lavoro, di apprendistato, di tirocinio e di auto-imprenditorialità, rafforzando la collaborazione tra autorità nazionali, regionali e territoriali.
Proprio in linea a questi principi , un primo passo fatto dal governo è stato quello di introdurre , specie nel mezzogiorno, incentivi per i giovani , la cui età è compresa tra i 18 e i 29 anni. Alcuni esempi sono le agevolazioni in caso di assunzione con contratti a tempo indeterminato, semplificazione per quanto riguarda il rapporto di apprendistato, finanziamento di tirocini (Bando NEET etc...) e di misure per l’autoimpiego e autoimprenditorialità (trasformata in Finanziamento a tasso 0).

lunedì 4 novembre 2013

Consigli per le Start Up... Capitolo Pubbliche Relazioni...

Ogni start up , a seconda del proprio contenuto di novità e innovazione, ha un modo proprio per raccontarsi al mondo dei potenziali clienti...
Come mostrare la propria potenzialità è un asset strategico di crescita e affermazione del brand. Le nuove frontiere della comunicazione ci offrono numerose possibilità e strumenti per farlo, come ad esempio social network, blog, pubblicazioni giornalistiche etc....  Tuttavia molti volte questi canali non sono sufficienti, pertanto è necessario far ricorso ai canali media cd. "tradizionali". E' quindi importante delineare dei punti di estrema caratteristica per una buona Public Relations, eccone alcuni:
  • Bisogna essere Sintetici e Convincenti, cioè bisogna raccontare la propria storia in massimo 500 parole di testo scritte, o in 90 secondi di un servizio televisivo ;
  • Specializzrsi in un determinato settore, Diventando l’esperto e creandoti un proprio Personal Branding attraverso i social media ;
  • Arrivare sempre puntuale, programmando con largo anticipo la propria strategia di marketing;
  • Proporti continuamente , ma con serietà, infatti spesso si crede di aver fatto l'invenzione del secolo, e ciò potrebbe anche essere vero, tuttavia non tutti la pensano allo stesso modo, quindi attenzione ad insistere ma senza diventare assillanti (si rischia anche la denuncia per stalking... :) ) ; 
  • E' possibile mostrarsi al mondo senza spendere ingenti capitali, infatti Twitter, LinkedIn o anche lo stesso Facebook, può essere un valido strumento da utilizzare per individuare giornalisti, blogger e opinion leader interessati a raccontare la tua storia.
Ora invece vi indichiamo alcune cose su cui fare molta attenzione....
  • Non serve realizzare grandi eventi celebrativi... Una presentazione esagerata innanzitutto fa ricredere sull'investimento, in quanto si mostra un elevato "sperpero" di denaro, e inoltre confonde gli invitati, in quanto gli stessi penseranno più all'evento che al prodotto ;
  • Non essere "assillanti" nel proporsi, in quanto ricevere quotidianamente la stessa mail scoraggiare anche chi potenzialmente sarebbe interessato ;
  • Attenzione a scrivere le mail, in quanto le stesse non devono essere piene di errori grammaticali , o poste in maniera forma sgradevole (ad esempio copiando da testi diversi, ognuno con una formattazione differente), non bisogna porsi con eccessiva confidenza , o in genere scrivendo comunicazioni con troppi allegati o troppo pesanti (letteralmente parlando); 
  • nascondere le informazioni di contatto , in quanto se le stesse sono nascoste un potenziale cliente le ricerca solo se è veramente interessato, ed in ogni caso potrebbe perderci facilmente la pazienza ;
  • Restare con i piedi per terra, in quanto è inutile pensare di raggiungere grandi canali di diffusione utilizzando canali di marketing ridotti ; 
  •  E' importante comunicare uno "scoop" in quanto una  notizia dell’ultimo minuto, avrai maggiori rilevanza rispetto ad un articolo "vecchio" ;
  • Scegliere il momento giusto è di rilevante importanza per una Start Up. Eventi inaspettati possano compromettere il lancio di un prodotto/servizio, è quindi necessario documentarsi ampiamente sugli eventi in corso;
  • MAI concentrare il proprio messaggio su ciò che i potenziali concorrenti fanno o non fanno. E' bene ricordare che le StartUp spesso hanno bisogno di collaborare con i propri concorrenti, pertanto crearsi delle ostilita oltre che una mossa sbagliata e poco professionale ; 
  • Far trasparire un carattere "Open" , volto alla condivisione è giusto, tuttavia è bene ricordare che deve essere una mera forma di incentivazione, non un contratto formale in cui si da vita a delle vere e proprie partneship ; 
  • E' importante inoltre ricordare che la strategia di marketing deve essere anche una "filosofia di vita". Con ciò intendo che il programma "impostato" deve essere condiviso in pieno, in quanto una dichiarazione , o una frase inopportuna , a causa delle nuove tecnologie, diventa di facile diffusione.

Professioni innovative , o meglio sconosciute.... Quali sono???

Il Mercato del Lavoro , ormai in continua evoluzione , presenta numerose le figure professionali che sino a 5 - 10 anno fa non esistevano. Spesso accade infatti che un genitore difficilmente riesce a comprendere in pieno il lavoro che svolge il proprio figlio, e spetta al figlio fornire le giuste informazioni... 
Di recente infatti, il noto social network "LinkedIn" ha condotto uno studio in merito, intervistando ben piu di  16mila adulti in tutto il mondo, permettendogli quindi di elaborare una classifica delle professioni sconosciute ai genitori.

Il progetto ha coinvolto 14 paesi, tra cui l'Italia, e dalle risposte è emerso che in Italia il 43% dei genitori non ha familiarità con ciò che i figli fanno per vivere. E' emerso che tra i lavori meno conosciuti ci siano diverse professioni in ambito web e IT, ciò è dovuto principalmente agli enormi progressi tecnologici in questi settori che richiedono sempre nuove competenze e figure specializzate.
La Top Ten delle professioni sconosciute, basata anche, o meglio sopratutto, sulla difficoltà dei genitori intervistati di descrivere determinate posizioni lavorative in Italia sono :
  • Attuario - 83% -  effettua valutazioni patrimoniali avvalendosi di dati statistici che vengono proiettati nel futuro ;
  • User Interface Designer - 76% - progettazione delle interfacce, è comunemente intesa come l'attività di progettazione dell'interfaccia utente ;
  • Data Scientist - 76% - meglio noto come Business Analytics , elabora varie tipologie di dati con l'obiettivo di estrarne un significato;
  • Revisore contabile - 74% - verificare la veridicità e la correttezza delle poste di un bilancio d’esercizio o di un bilancio consolidato ;
  • Social media manager - 61% - manager esperti in marketing che sfruttano i social media come nuovi strumenti per eseguire una strategia di marketing territoriale, per ottenere nuovi contatti e nuova clientela;
  • Redattore aggiunto - 56% - coordina con il redattore principale per la gestione del giornale ;
  • Radio producer - 55% - sovrintende alla realizzazione di un programma radiofonico;
  • Team manager (sportivo) - 50% - è il garante dell’equilibrio dentro e soprattutto fuori dallo spogliatoio dal momento che ha  la responsabilità del comportamento di tutta la squadra che deve essere sempre adeguato alle circostanze;
  • Personal assistant - 48% - assiste nel lavoro quotidiano o attività personali ;
  • PR manager - 46% - il suo obiettivo è creare, sviluppare e gestire sistemi di relazione con pubblici influenti sul raggiungimento degli obiettivi perseguiti dall'azienda  si occupa d’immagine, di comunicazione di relazioni aziendali e non.

sabato 2 novembre 2013

Marketing... Un semplice costo o un investimento per le imprese....

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Nel corso dell'esercizio della mia professione ho avuto modo di capire che per molti imprenditori sentir parlare di Marketing viene visto semplicemente come un costo.... Non è cosi... Anzi...

Realizzare un buon piano di Marketing è un investimento per le imprese. Ciò in quanto una buona strategia aiuta le aziende a creare un rapporto mirato con la propria clientela.
Il marketing si basa su filosofie in continua evoluzione, e per svilupparle è importante conoscere sia con le migliore tecniche sia gli strumenti dedicati offerti dalla tecnologia informatica. Solo in questo modo i risultati delle analisi presenteranno una reale e immediata valenza operativa, fornendo al committente gli interventi mirati di carattere strategico.

Ciò che frequentemente determina il successo di un prodotto sul mercato è la capacità di chi ne gestisce il marketing, in quanto anche Steve Jobs (Apple) senza una pianificazione di marketing adeguata sarebbe rimasto nel suo garage ad inventari prodotti e tecnologie utili solo a se stesso...
Ben poche imprese riescono ad applicare questa strategia e seguirla in concreto. In quanto sempre più spesso i manager, sono prigionieri di una mentalità focalizzata sulle "caratteristiche e sui benefici", ovvero focalizzata su “ciò che il prodotto fa”. In realtà la questione sulla quale concentrare lo sviluppo delle strategie ruota intorno ad altri concetti, ad esempio: “cosa offre il prodotto o il servizio e come incide sulla vita dei consumatori”...

E’ fondamentale capire cosa desidera il cliente e come è possibile soddisfare le sue esigenze.

Una buona analisi di marketing fornisce le  previsioni sui trend del mercato che permetteranno al management di costruire le strategie sulle quali basare l’attività della forza vendita.

Spesso la carenza all'interno delle aziende di applicazioni informatiche a servizio del marketing riduce fortemente la capacità di analisi delle attività svolte e soprattutto delle informazioni raccolte. E ancora più spesso le imprese già in possesso di tali applicazioni non le sfruttano al 100%, ma al 20-30%....

Colgo l'occasione per citarvi un'affermazione di un noto imprenditore australiano...

Dappertutto il pubblico è sempre più difficile. Non ha tempo di essere annoiato o tartassato dalla pubblicità vecchio stile. (Craig Davis)

Alla ricerca di mercati e professioni "innovativi"....

La crisi che ormai da tempo coinvolge il nostro paese, ha spinto sempre più giovani (e anche meno giovani) a tentare di collocarsi, o meglio ricollocarsi, nel mercato dei servizi collegati al Web. 

Negli ultimi tempi infatti si è visto un costante aumento di giovani bloggers, appmakers, youtubers, commercianti 2.0, professionisti del marketing e imprenditori digitali in genere...


Le Start Up tecnologiche nascono, si sviluppano e spesso muoiono in tempi brevissimi. Altre invece riescono ad affermarsi e a proseguire il loro cammino per più anni. Negli ultimi sei mesi si è visto un costante aumento di Start Up impegnate in questi tipi di attività, non a caso un dato di Unioncamere ci mostra come siano state create negli ultimi tempi circa 3mila Start Up "innovative", di cui più di mille dedite al e-commerce, più di 500 impegnate in produzione software, in servizi di informazione o in semplice manutenzione di hardware.


E' logico che se aumentano le Start Up operanti in questi settori, aumenterà (ed è già aumentata) una domanda costante di dipendenti e/o di liberi professionisti da inserire, per periodi più o meno lunghi, negli organigrammi e nei team di progetto delle imprese digitali.

Non riesco a non pensare alle ultime Start Up locali, che hanno mostrato la loro crescita costante, basata anche sulla continua ricerca di personale da impiegare nei loro progetti. Il loro segreto penso sia proprio quello di continuare ad innovare...

Nel nostro territorio noto sempre più gente "innovativa", ad esempio Vito Lomele, fondatore di JobRapido.com , oppure il fondatore di Preventivi.it, o i ragazzi della Stasbranger con il loro software Spidly.com , o i fondatori di GoalShouter.com , o i fondatori di CicerOOs , che sono tutte StartUp pugliesi. Queste come avete avuto modo di notare sono le più note... Tuttavia mi accorgo sempre di più che il nostro territorio pullula di buone idee e di sogni nel cassetto, da realizzare....

Concludo con un pensiero di un noto genio , Alber Einstein
“Non pretendiamo che le cose cambino se continuiamo a fare le stesse cose.
La crisi può essere una grande benedizione per le persone e le nazioni, perché la crisi porta progressi. La creatività nasce dall’angoscia come il giorno nasce dalla notte oscura.
Il più grande inconveniente delle persone e delle nazioni è la pigrizia nel cercare soluzioni e vie d’uscita ai propri problemi.È nella crisi che sorge l’inventiva, le scoperte e le grandi strategie. Chi supera la crisi supera se stesso senza essere superato. Chi attribuisce alla crisi i suoi fallimenti e disagi, inibisce il proprio talento e dà più valore ai problemi che alle soluzioni. La vera crisi e l’incompetenza.
Senza crisi non ci sono sfide, senza sfide la vita è una routine, una lenta agonia. Senza crisi non c’è merito.
È nella crisi che emerge il meglio di ognuno, perché senza crisi tutti i venti sono delle lievi brezze. Parlare di crisi significa incrementarla, e tacere della crisi è esaltare il conformismo.
Invece lavoriamo duro.
Finiamola una volta per tutte con l’unica crisi pericolosa che è la tragedia di non voler lottare per superarla.”

mercoledì 30 ottobre 2013

Quali sono le forme contrattuali diverse da lavoro dipendente???? Chi può usufruirne???

Come noto a molti esistono delle forme contrattuali diverse dal "lavoro dipendente"... Queste formule, come noto non sono sostitutive delle stesse, ma semplicemente offrono la possibilità all'azienda di usufruire di collaborazioni esterne senza il vincolo della subordinazione. Affrontiamo le stesse più specificatamente.


Collaborazione Coordinata e Continuativa a Progetto
Il contratto di collaborazione continuativa a progetto , meglio noto come co.co.pro, è una forma contrattuale diversa dal rapporto di  subordinazione, infatti prevede che l'azienda si avvalga di collaboratori esterni per l'esecuzione di determinati progetti. Questo tipo di forma contrattuale è stato di recente modificato dalla Riforma Fornero, la quale ha predisposto che questi tipi di contratti prevedano la definizione di un PROGETTO, il quale possa essere obiettivamente verificabile. E' inoltre possibile prevedere anche fasi di un percorso che giungano all'elaborazione di un progetto. E' utile precisare inoltre, che lo stesso non deve definirsi nella mera esecuzione dell'oggetto sociale, ma bensì in un progetto che contraddistingua una autonomia nell'esecuzione dei lavori. Lo stesso PROGETTO inoltre non deve prevedere l'elaborazione di fasi di lavoro meramente ripetitive o elementari. Pertanto non sono assimilabili al presente contratto lavori come addetti alle pulizie, autisti e autotrasportatori, baristi e camerieri, commessi di vendita, custodi, estetiste o parrucchiere, magazzinieri, muratori o altre qualifiche operaie edili, segreterie o addette ai videoterminali, prestazioni di call center etc....
Il legislatore ha inoltre previsto che la retribuzione legata alla presente tipologia contrattuale, dovrà essere in linea con i relativi Contratti Collettivi Nazionali. Al corrispettivo lordo, indicato in fase di redazione del contratto andrà applicata una detrazione del 20%. Qualora in un anno si dovesse superare la soglia dei 5mila euro, il collaboratore è obbligato ad iscriversi presso la Gestione Separata INPS.
Qualora il progetto, innanzi indicato, non dovesse essere presente o in genere non individuato il rapporto di lavoro verrà trasformato, dal giorno di stipula dello stesso in un rapporto di lavoro a tempo indeterminato.

Prestazione Occasionale Ordinaria
Le prestazioni occasionali “ordinarie” sono collaborazioni lavorative autonome che non possono superare, nello stesso anno, la durata di 30 giorni e i 5.000 euro di compensi percepiti per la totalità dei committenti. Qualora dovessero essere superati questi limiti di durata e di retribuzione, il contratto di lavoro occasionale decade e si applicano le norme previste per il contratto a progetto. Il contratto di lavoro occasionale, a differenza del precedente, può essere utilizzato per qualsiasi tipo di lavoro e non ci sono limitazioni per quanto riguarda l’oggetto della prestazione lavorativa. Non è pertanto necessaria ne l’apertura di una partita IVA e nemmeno l’iscrizione ad un albo professionale, basta semplicemente  che il collaboratore presenti al datore di lavoro una ricevuta per prestazione occasionale. Il datore di lavoro verserà, per conto del collaboratore occasionale, una ritenuta d’acconto sul compenso pari al 20%. E' prevista per i lavoratori che superino l'importo dei 5mila euro annui, l’iscrizione alla Gestione Separata INPS. Precisiamo inoltre che sono esclusi da questa tipologia di contratto i dipendenti pubblici, coloro che sono iscritti ad albi che esercitano professioni intellettuali, coloro che appartengono a commissioni e ad organi di amministrazione, chi lavora presso enti sportivi legalmente riconosciuti come il CONI.  
 Lavoro Occasionale Accessorio - Voucher
Il lavoro occasionale accessorio è stato introdotto per promuovere la legalizzazione di tutte quelle attività lavorative che generalmente non vengono regolarizzate perché svolte in modo saltuario e che fanno parte del “lavoro nero”. Tali attività riguardano principalmente i piccoli collaboratori domestici, i piccoli lavori di giardinaggio e manutenzione di edifici; i  rapporti di collaborazione in caso di manifestazioni culturali, sociali o sportive, etc...  Il datore di lavoro può essere chiunque , sia un cittadino privato che un imprenditore, sia un ente senza scopo di lucro come ad esempio un’associazione di volontariato o una cooperativa, oppure un ente pubblico. Anche in questo caso sono previsti dei limiti economici al loro utilizzo , che come di consueto ammontano ai 5mila euro annui (se il committente è un imprenditore commerciale o un professionista, il compenso percepito non può superare i 2.000 euro per ogni singolo committente). Il lavoro occasionale accessorio è organizzato in maniera del tutto innovativa, in quanto il lavoratore verrà retribuito con dei “buoni lavoro” (meglio noti come Voucher) dal valore unitario di 10 euroIl lavoratore potrà ritirare il compenso consegnando i buoni presso uno dei punti autorizzati e ricevendo, per ogni buono presentato, 7,50 euro netti (10 euro meno il 25%). I 2,50 euro serviranno al versamento dei contributi alla Gestione Separata Inps ( 1,30 euro ) , contributo INAIL (70 euro-cent) e percentuale per gestione del servizio (5 euro-cent)
Per ulteriori info.....

Come guadagnare in e-commerce... Basta usare il Cashback

L’E-Commerce in Italia negli ultimi tempi sta notevolmente crescendo. Ciò grazie anche al cashback , un sistema che genera ricavi addizionali per le aziende e fa risparmiare i consumatori.
Negli scorsi mesi è stato realizzato uno studio, con un campione di 5000 consumatori italiani, francesi e spagnoli il cui scopo era quello di definire il profilo dell’acquirente tipo in Europa. Tra gli elementi analizzati abbiamo : 
  • la motivazione dell’acquisto online, 
  • la stagionalità degli acquisti, 
  • il numero medio mensile dei siti a cui ci si rivolge e degli acquisti effettuati,
  • l’utilizzo degli strumenti mobile, 
  • il grado di soddisfazione e così via. 

In generale in Italia si è notato un notevole utilizzo dei strumenti "mobili", facendo quindi emergere un notevole interesse per il meccanismo del cashback, che consiste in nel rimborso di una parte della cifra spesa per ogni acquisto effettuato su un sito di e-Commerce. 

Tuttavia le dinamiche del cashback in Italia sono ancora poco note rispetto ad altri Paesi europei e pertanto meno sfruttate.

In generale si evidenza come in Italia sia il fattore risparmio a guidare la scelta degli italiani verso lo shopping online. Le motivazioni che spingono verso il primo
acquisto sono :

  • per il 45,2% degli italiani il prezzo vantaggioso;
  • per il 35,8% la comodità rispetto al negozio tradizionale;
  • per il 22,3% la facilità nel trovare il prodotto desiderato.

Ciò che invece spinge a ripetere l’acquisto è:
  • l’esperienza positiva vissuta con il primo acquisto ;
  • un sito user-friendly e l’ampiezza dell’offerta che propone .

lunedì 28 ottobre 2013

PMI e giovani sempre più digital... Un piccolo aiuto da Microsoft....

In tutta Italia verranno aperti i primi "Laboratori di Esperienza Digitale", eventi di formazione gratuita, organizzati in collaborazione con le università e le associazioni del territorio, per aiutare le pmi a intraprendere un percorso d’innovazione e per aiutare gli studenti ad acquisire competenze professionali in linea con gli attuali trend tecnologici. 
L’obiettivo è quello di coinvolgere 300.000 aziende, infatti accedendo alla nuova piattaforma digitale  PMI e giovani potranno interagire con gli esperti e i partner Microsoft e usufruire di strumenti come il check-up digitale della propria impresa e la formazione virtuale, per accrescere le competenze digitali o creare la propria startup.    
L’iniziativa è sostenuta dal Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca e dalMinistero dello Sviluppo Economico. Tra i partner strategici invece ci sono Unioncamere, 7 Università italiane , tra cui il Politecnico di Bari, Gruppo Poste Italiane e Intel, che insieme a Microsoft metteranno a disposizione delle piccole e medie aziende e degli studenti strumenti concreti per accompagnarli verso le nuove tecnologie e verso il Cloud Computing. Dai laboratori ai dispositivi digitali, dagli eventi e corsi di formazione a un portale di condivisione, dal check up sul grado di innovazione dell’azienda alle modalità di finanziamento e ai programmi di accelerazione per start up e giovani imprenditori.



Finanziamenti per progetti innovativi.... Scade il 31 ottobre....

A breve è prevista la scadenza per un nuovo bando rivolto a giovani studenti , imprenditori o potenziali imprenditori. Il progetto intende creare un network stabile tra università, enti di ricerca, aziende ed istituzioni locali dei territori coinvolti, attraverso il consolidamento di competenze in 4 aree strategiche vitali per lo sviluppo locale di Italia e Grecia. Tale sistema di relazioni dovrà essere al servizio di aziende e più in generale dell'intero tessuto economico – sociale, supportato da un progetto innovativo, che permetta la soluzione dei problemi istituzionali con un approccio partecipativo delle organizzazioni, degli enti e delle aziende greche ed italiane.

Le 4 Aree economiche individuate come centri per lo sviluppo delle competenze sono:
  1. Energia e ambiente ;
  2. Beni culturali e turismo ;
  3. ICT per le PMI ;
  4. Agro-alimentare e dieta mediterranea .


Il  progetto si rivolge quindi a 

  • Giovani laureati ;
  • Ricercatori, imprenditori e professionisti ;
  • Piccole e medie imprese ;
  • Università e centri di ricerca ;
  • Esperti del settore, istituzioni pubbliche ;
  • Associazioni e istituti professionali .

Il progetto propone diverse opportunità :

  • CORSI INTENSIVI della durata di 40 ore, sviluppati con il supporto di materiali multimediali su tematiche specifiche nei settori innanzi indicati, da svolgersi a Bari - Scadenza 10 novembre ;
  • INTERNATIONAL SEMINARS ON LINEdella durata di 8 ore, con un focus specifico sulle aree tematiche innanzi esposte - Scadenza il 5 novembre
  • SEMINARI su “Creazione di impresa e competenze manageriali” ; prevede un ciclo di seminari della durata complessiva di 30 ore, il cui obiettivo è quello di offrire ai partecipanti, aspiranti imprenditori e giovani laureati, una formazione introduttiva al percorso di creazione d’impresa, dal concepimento dell’idea alla sua realizzazione. Il ciclo di incontri è gratuito ed è riservato ad un massimo 30 partecipanti - Scade il 30 Ottobre
  • TUTORING PER 10 START UP DI IMPRESA - “Progetti per le idee e le imprese innovative”si rivolge a realtà aziendali "future", al fine di stimolare la creazione di imprese e la costruzione di nuove iniziative imprenditoriali in settori economici strategici, unendo gli sforzi delle istituzioni di ricerca e di istruzione superiore, dei laureati e dei giovani manager, degli imprenditori e dei lavoratori delle PMI. L'obiettivo è quello di fornire sostegno a 10 "Idee di business innovative" (5 Greche e 5 Italiane), in modo da favorirne lo sviluppo e portarle allo start-up di 10 attività commerciali pienamente operative (imprese individuali o di qualsiasi altra forma giuridica). Il sostegno fornito dal progetto per ognuna delle 10 idee di business prescelte consisterà nelle seguenti attività:
    • tutoraggio per tutte le 10 idee imprenditoriali selezionate;
    • sostegno finanziario indiretto (tramite servizi, reti, ecc) per le 6 migliori idee di business (3 dall’Italia e 3 dalla Grecia.
La presentazione delle domande è possibile sino alle ore 24:00 del 31 ottobre 2013.

sabato 26 ottobre 2013

Tirocinio e Stage?? Come funzionano???

In molti ricevono o propongono offerte di Tirocinio o Stage, ma in realtà quanti di voi sanno come funziona????
Il contratto di Tirocinio o Stage è innanzitutto un contratto basato sulla FORMAZIONE DEL TIROCINANTE. Lo svolgimento avviene sulla base di una convenzione stipulata tra il soggetto promotore e quello ospitante, nella quale sono riportati: obiettivi, modalità di svolgimento del tirocinio , il nominativo del tutor e del responsabile dell’azienda, gli estremi identificativi dell’assicurazione INAIL,  la durata di svolgimento del tirocinio, il settore aziendale di inserimento.

Il tirocinante durante lo stage deve :

·        svolgere le attività previste dal progetto formativo;
·        rispettare le norme in materia di salute e sicurezza sul lavoro;
·        mantenere la riservatezza sulle informazioni aziendali;
·        seguire le indicazioni del tutor e rispettare i regolamenti aziendali.

Il tirocinante pur essendo assicurato contro gli infortuni sul lavoro presso l’INAIL , non instaura un rapporto di lavoro subordinato, il che vuol dire che entrambi le parti possono recedere dal contratto senza alcun tipo di preavviso. Lo stagista, quindi, non può in ogni caso essere considerato lavoratore dipendente in quanto sfugge all’applicazione di tutte le regole imposte dal lavoro subordinato. È possibile, inoltre, prevedere un compenso monetario a titolo di rimborso spese o una borsa lavoro, pertanto non sono previsti Contributi Previdenziali , nè a carico del soggetto ospitante., nè a carico del tirocinante. purché ciò non si traduca in uno stipendio (La Riforma Fornero ha previsto che tale compenso sia obbligatorio).

Il tirocinio può essere promosso dai Centri per l’Impiego, dalle agenzie del lavoro, dalle università, dagli istituti scolastici o di formazione professionale, dai Consulenti del Lavoro attraverso la “Fondazione Lavoro”. I promotori di tirocini sono tenuti ad assicurare gli stagisti per eventuali infortuni sul lavoro e per responsabilità civile verso terzi presso un’idonea compagnia assicuratrice. L’obbligo di tutela assicurativa non è derogabile, né eliminabile o sostituibile dalle normative regionali.

Al fine di contrastare abusi e utilizzi distorti del tirocinio formativo, è stato previsto un termine massimo di 6 mesi ,  per gli stage non curriculari. I tirocini possono essere definiti :
-         curriculari , inclusi nei piani di studio delle università e degli istituti scolastici (possono durare anche più di 6 mesi) ;
-         di reinserimento o inserimento al lavoro, svolti a favore dei disoccupati, dei lavoratori in mobilità e degli inoccupati ;
-         a favore di particolari categorie disagiate , come  disabili, invalidi fisici, psichici e sensoriali, tossicodipendenti, alcolisti, detenuti, immigrati e soggetti definiti “svantaggiati” (disoccupati da almeno 6 mesi)

I contratti di tirocinio in Puglia, secondo l’accordo Stato-Regione, possono essere stipulati da tutti i datori di lavoro. Lo stesso accordo inoltre prevede che i tirocinanti inseriti in una azienda possono essere :
-         1 , se l’azienda ha meno di 5 dipendenti ;
-         2 , sel l’azienda ha tra i 5 dipendenti e i 15 dipendenti ;
-         3 o più, in base al 30% delle unità lavorative aziendali, se l’azienda ha più di 15 dipendenti.


   Molte volte inoltre si indica, erroneamente, con il termine “Tirocinio Professionalizzante”, quello svolto dai praticanti Avvocati, Commercialisti, etc… Ebbene questa forma di formazione non si definisce TIROCINIO, ma PRATICANTATO e pertanto è disciplinato da normative ben diverse da quelle innanzi indicate…





Dott. Pugliese Nicola
Cell. : 333.4401047
E.mail : dott.pugliese.cdl@gmail.com