mercoledì 21 gennaio 2015

Riapertura termini - bando videosorveglianza

Era circa un'anno fa, quando vi parlammo di un bando realizzato dalla CCIAA di Bari, finalizzato a garantire una maggiore sicurezza del contesto socio-economico in cui operano le imprese locali (provincia di Bari e Barletta-Andria-Trani) , quale leva strategica per lo sviluppo del territorio.

A tal riguardo furono previsti due tipi di interventi. Il primo è rivolto alle imprese manifatturiere con insediamenti produttivi nelle zone industriali (zone PIP e ASI), il secondo alle imprese site nei centri urbani.

L'obiettivo era quello di assegnare contributi a fondo perduto, pari al 50% delle spese sostenute, finalizzate a sostenere i costi per l’acquisto e l’installazione di nuovi sistemi di sicurezza per micro-imprese e P.M.I. esposte a forti rischi di microcriminalità, per un ammontare massimo di € 3.500,00 .

La somma stanziata allora ammontavano ad 470mila euro, di cui 200mila per le aziende site nelle aree industriali, e 270mila per quelle site nei centri urbani. 

Sono ammesse a contributo le spese per l’acquisto e l’installazione di sistemi di videoallarme-antirapina in grado di interagire con gli apparati in essere presso le sale e le centrali operative della Polizia di Stato, dell’Arma dei Carabinieri o degli Istituti di Vigilanza.

La call per il bando, inizialmente prevista per il periodo Aprile / Maggio 2014 , è stata da poco riaperta, accettando le domande pervenute dal 15.01.2015 sino al 13.02.2015.

Dott. Nicola Pugliese 

lunedì 12 gennaio 2015

Il Bonus 80 € resta anche nel 2015...

Ebbene la Legge di Stabilità 2015 ha reso ormai strutturale il Bonus di 80 euro in Busta Paga, rendendola la stessa un vero e proprio aumento in busta paga per i dipendenti che guadagnano fino a 26mila euro l'anno... 

Per il lavoratore sostanzialmente non cambia nulla, mentre ci sono differenze sul fronte degli adempimenti dell’azienda dopo le modifiche introdotte dalla Legge di Stabilità 2015 in quanto varia la natura tecnica dello stesso che viene trasformato in una vera e propria detrazione

Il bonus 80 euro spetta ai dipendenti con uno stipendio annuo compreso fra Euro 8.145 e 26mila Euro e più precisamente spetta a : 

  • Lavoratori dipendenti ;
  • Collaborazioni coordinate e continuative (Co.co.co) ;
  • Lavoratori soci delle cooperative;
  • Indennità e i compensi a carico di terzi dai lavoratori dipendenti per incarichi svolti in relazione a tale qualità;
  • Borsa di studio, premio o sussidio per fini di studio o addestramento professionale;
  • Remunerazioni dei sacerdoti;
  • prestazioni pensionistiche erogate dai fondi di previdenza complementare;
  • compensi per lavori socialmente utili.

escludendo invece i pensionati, liberi professionisti e autonomi, disoccupati titolari di sussidio, incapienti (stipendi inferiori a 8.145 euro).
Per determinare il reddito che dà diritto al bonus (al massimo 26mila euro), bisogna
sommare tutte le eventuali diverse entrate che il lavoratore percepisce, escludendo solo la rendita dell’unità immobiliare adibita ad abitazione principale e delle relative pertinenze, le somme percepite a titolo di incremento della produttività soggette a imposta sostitutiva del 10%, l’eventuale anticipo del TFR in busta paga previsto sempre dalla Legge di Stabilità, gli incentivi corrisposti per il rientro dei ricercatori in Italia.
Il bonus annuo è pari a 960 euro per i redditi fino a 24mila euro, e scende progressivamente sotto questa cifra fino ad azzerarsi sopra i 26mila euro. 
Il sostituto d’imposta recupera l’aumento attraverso la compensazione in F24 con tutte le tipologie di tributo disponibili.
Come per il bonus 2014, il datore di lavoro è tenuto all'erogazione automatica in busta paga dell’aumento, in base alle informazioni che ha sul lavoratore. Quest’ultimo, è tenuto a comunicare eventuali entrate aggiuntive rispetto alla stipendio che possono concorrere al superamento dei massimali. Nel caso in cui l’impresa versi somme che alla fine risultano non dovute, può recuperarle dalle successive buste paga oppure in sede di conguaglio a fine anno. 
Il lavoratore che non ha più un sostituto d’imposta può recuperare, o viceversa restituire, il credito in sede di dichiarazione dei redditi.
Tratto da P.M.I. 

sabato 3 gennaio 2015

Legge di Stabilità 2015 - Agevolazioni assunzioni

Una delle più importanti novità introdotte dalla Legge di Stabilità 2015 riguarda le agevolazioni per l’assunzione di nuovo personale in azienda. Sostanzialmente è stato introdotto lo “sgravio Renzi” e al contempo è stata soppressa la Legge 407/90. 

In questo articolo, spiegheremo e metteremo a confronto le due normative , in modo da permetterVi di capire i cambiamenti che riguardano le assunzioni agevolate. 
Il nuovo "sgravio Renzi"
Per i nuovi contratti di lavoro a tempo indeterminato di lavoratori svantaggiati effettuate dal 1° gennaio e fino al 31 dicembre 2015, i datori di lavoro sono esonerati per 3 anni dal versamento dei contributi previdenziali (a carico azienda) mentre verseranno i premi dovuti all'INAIL. 
Inoltre la nuova normativa prevede un massimale annuale di incentivo fissato su € 8.060 euro da rapportarsi in relazione alla durata del rapporto di lavoro nell’arco temporale considerato.
Col termine lavoratori svantaggiati, si intendo i lavoratori che nei sei mesi precedenti non siano risultati occupati a tempo indeterminato presso qualsiasi datore di lavoro. Ciò vuol dire che eventuali altre tipologie contrattuali, come contratti a tempo determinato o parasubordinato, non impediscono di usufruire dell’esonero. Tuttavia è necessario che lo stesso lavoratore non sia stato già assunto con l’analogo incentivo da parte di altri datori di lavoro. Pertanto ogni lavoratore è portatore della dote dell’esonero per una sola assunzione.
L'esonero inoltre non spetta ai lavoratori che nell'ultimo trimestre 2014 abbiano lavorato alle dipendenze di datori di lavoro collegati a chi dovesse assumerli successivamente.
Anche in tal caso la causa ostativa riguarda i contratti a tempo indeterminato.
La misura dell’incentivo è uguale per tutti i datori di lavoro, mentre non sono ammessi allo sgravio i contratti d’apprendistato i quali peraltro risultano agevolati da altre disposizioni già in vigore che non vengono toccate dalla legge di Stabilità.

Abrogazione della legge 407/90

Inoltre per le assunzioni avvenute dal 01.01.2015 vengono abrogate le agevolazioni previste dalla legge n. 407/1990 che consentivano l’esonero, parziale o totale, dei contributi INPS e dei premi INAIL, nel caso di assunzione di disoccupati o cassaintegrati da almeno 24 mesi.
Potranno proseguire invece gli esoneri relativi ai contratti di lavoro stipulati con decorrenza anteriore al 2015.

Confronto tra incentivi....

Mettendo a confronto i due incentivi, si possono sin da subito formulare alcune osservazioni. 
Dal punto di vista economico, indubbiamente l'incentivo previsto dalla legge n. 407/1990 risultava in molto più vantaggioso, specie per le aziende del meridione... Ecco un elenco delle variazioni : 
CONTRO :
  1. Esenzione INAIL abrogata, il che inciderà particolarmente sulle aziende artigianali / manufatturire che hanno un premio INAIL molto elevato (falegnami, imprese edili etc...) ;
  2. Applicazione della norma molto restrittiva, che precluderà la riassunzione nei casi di dipendente che hanno già usufruito del beneficio ;
  3. Limite di esenzione pari ad € 8060,00 , il che vuol dire che l'aziende potrà usufruire dello sgravio solo  per l'assunzione di un dipendente full time ed uno part time .
  4. Chi assume dal 01 Gennaio 2016 non avrà nessun tipo di incentivo.
PRO : 
  1. Agevolazione usufruibile anche dai professionisti e per le aziende del centro nord, per le quali era previsto uno sgravio pari al 50% dei contributi a carico azienda;
  2. Per usufruire dell'agevolazione non è più necessario essere dissocupati da almeno 24 mesi, ma bensi da 6 mesi (inclusi anche contratti non a tempo indeterminato).

A mio riguardo, questo variazione a penalizzato molto le aziende, non a caso, molte di loro hanno deciso di rientrare nella normativa prevista dalla Legge 407/90 assumendo i lavoratori entro il 31.12.2014. 

Per ulteriori info, sono a vs disposizione...

venerdì 2 gennaio 2015

Pubblicato il nuovo Titolo II....

Solo pochi giorni fa vi avevamo parlato della ripubblicazione del Bando Titolo II, a seguito di una conferenza stampa indetta dall'ass. Capone...

Ebbene quest'ultima è stata di parola, infatti, in data 31 Dicembre 2014 è stato pubblicato il Regolamento attuativo... 

Come anticipato il Bando prevede un rimborso degli interessi pagati , più , solo ed esclusivamente nel caso di acquisti di macchinari ed attrezzature, un contributo in conto impianti pari al 20% (su un investimento massimo di  800mila Euro - Medie Imprese - o 400mila Euro - Piccolo Imprese. La concessione massima richiedibile, sul  quale è previsto un rimborso degli interessi e di 4milioni di Euro - Medie Imprese - 2milioni di Euro - Piccole Imprese.

Sono ammissibili le seguenti spese di investimento, purché l'investimento minimo sia di 30mila euro, e siano destinati alla realizzazione di nuove unità produttive, all'ampliamento di unità produttive già esistenti , diversificazione della produzione, cambiamento fondamentale del processo di aziendale :

  • acquisto del suolo aziendale e sue sistemazioni entro e non oltre il 10% dell'importo di investimento in attivi materiali;
  • opere murarie ed assimilate (acquisto di immobile, ristrutturazione, costruzione o ampliamento);
  • acquisto di macchinari, attrezzature ed impianti varie e nuovi di fabbrica;
  • investimenti finalizzati al miglioramento delle misure di prevenzione dei rischi, salute e sicurezza sui luoghi di lavoro.
  • le spese di progettazione ingegneristica e di direzione lavori nel limite del 5% delle spese in opere murarie ed assimilate.

Le attività ammesse sono : 
  • Imprese Artigiane , iscritte nella sezione Artigiani della CCIAA ;
  • Imprese Commerciali, sia di vendita al dettaglio che all'ingrosso, oltre alle attività di vendità on-line e di Ristorazione (escluso i Codici Ateco 56.10.4 - 56.10.5 - Ristorazione ambulante) ;
  • Imprese di Servizi , Manifatturiere o del settore Costruzioni , anche se non iscritte nella sezione Artigiani della CCIAA .

Sarà possibile presentare le proprie domanda a partire dal 22 Gennaio 2015, tuttavia, essendo una pratica che va gestita con le Banche aderenti, potrebbe essere opportuno intavolare il progetto con gli enti creditizi.

Dott. Nicola Pugliese 

mercoledì 31 dicembre 2014

Buon 2015....


Carissimi lettori.... 


Solitamente scrivo per informarvi sulle news riguardanti l'economia... Oggi farò uno strappo alla regola, solo per augurare a tutti voi un BUON 2015...

Questo nuovo anno, vorrei definirlo come l'anno della "MOLLA"...

Con questo termine vorrei invitare tutti voi a far si che il 2015 sia un'anno di svolta, intesa sia come RIPRESA, per gli imprenditori già presenti sul mercato che hanno passato un brutto periodo negli ultimi anni , sia l'anno dello SLANCIO , per tutti i giovani con dei sogni nel cassetto, che vorrebbero realizzare i loro progetti, ma che per mancanza di fondi, o per paura di una pressione fiscale molto elevata, non realizzano gli stessi. 

Ogni fine anno si fanno dei buoni propositi da realizzare nell'anno che verrà... In questo anno, il mio proposito e quello aiutare tutti voi a realizzare i vostri progetti, i vostri sogni nel cassetto... 


Detto così tutto sembra molto facile, anche se cosi non è... Tuttavia il sottoscritto, ha già avviato un progetto di collaborazione con una società informatica del nostro territorio, la Stasbranger S.r.l. il cui obiettivo è quello di permettere la crescita economica a tutte la aziende del nostro territorio... Come???? 

Chiaramente i piani da elaborare sono individuali, tuttavia ci stiamo adoperando tramite l'utilizzo del Social Media Marketing, per combattere le grandi GDO, tramite l'utilizzo di strumenti informatici, per rendere le aziende pugliesi leader del mercato, tramite la ricerca e la richiesta di fondi pubblici per la realizzazione dei nostri / vostri progetti...

Non è facile... Ma noi ce la stiamo mettendo tutta... E qualche frutto lo stiamo già raccogliendo.

Buon 2015 a tutti voi.... 

Dott. Nicola Pugliese.

martedì 30 dicembre 2014

Riparte il TITOLO II...


Ieri 29 Dicembre 2014 , l'Assessore allo Sviluppo Economico, Loredana Capone, in una conferenza stampa ha comunicato l'imminente pubblicazione del nuovo bando per gli aiuti alle piccole e medie imprese.


Il dirigente del Servizio Competitività dei sistemi produttivi ha approvato il nuovo avviso per la presentazione delle istanze di accesso del nuovo Titolo II. 


Si tratta del primo avviso sugli aiuti alle imprese pubblicato a livello nazionale a valere sulla programmazione 2014-2020 che darà la possibilità alle imprese di piccola e media dimensione operanti sul territorio regionale di presentare progetti di investimento a partire dal prossimo 22 gennaio 2015 e per gli anni successivi.

Gli investimenti potranno riguardare la realizzazione di nuove unità produttive, l'ampliamento di unità già esistenti, la diversificazione produttiva, l'innovazione dei processi e dei prodotti.

Per tutti gli aspetti di dettaglio si fa riferimento ai contenuti dell'Avviso che verrà pubblicato nei prossimi giorni sul Bollettino Ufficiale della Regione Puglia. Per grandi linee il nuovo Titolo II dovrebbe rispettare i requisiti del bando cessato in Giugno 2014 , prevedendo quindi un contributo in conto interessi ed un contributo a fondo perduto pari al 20% per le spese di investimento relativamente a macchine ed attrezzature.

Gli investimenti minimi sono di 30mila euro e massimi sono per le piccole imprese 2milioni euro e per le medie imprese 4milioni euro.

Sono ammissibili le seguenti spese di investimento:

  • acquisto del suolo aziendale e sue sistemazioni entro e non oltre il 10% dell'importo di investimento in attivi materiali;
  • opere murarie ed assimilate (acquisto di immobile, ristrutturazione, costruzione o ampliamento);
  • acquisto di macchinari, attrezzature ed impianti varie e nuovi di fabbrica;
  • investimenti finalizzati al miglioramento delle misure di prevenzione dei rischi, salute e sicurezza sui luoghi di lavoro.
  • le spese di progettazione ingegneristica e di direzione lavori nel limite del 5% delle spese in opere murarie ed assimilate.
L'intensità di aiuto non potrà superare il 35% del volume d'affari se trattasi di medie imprese ed il 45% se trattasi di micro e piccole imprese.


Il nuovo bando conferma in questa fase la capacità della nostra Regione di incontrare la domanda di investimenti delle imprese, e dà il via alla nuova politica industriale 2014-2020 che vedrà nelle prossime settimane la pubblicazione di nuovi ulteriori avvisi rivolti al sistema produttivo pugliese. 




Dott. Pugliese Nicola

venerdì 5 dicembre 2014

Rinnovare la DID entro il 31 Dicembre...

Solitamente parliamo di finanziamenti o di agevolazioni riguardanti le PMI. Oggi invece in questo post, parliamo di lavoro, e di strumenti volti al sostegno dello stesso. 

Ebbene , con il presente volevo informare tutti i giovani e non, disoccupati ed inoccupati , che a seguito della Delibera di Giunta Regionale n.2500 del 19/12/2013 , tutti i lavoratori iscritti presso i Centri per l’Impiego (meglio noto come Ufficio Collocamento) , che non abbiano rinnovato la Dichiarazione di Immediata Disponibilità al lavoro (DID) negli ultimi 6 mesi dovranno provvedervi entro e non oltre il 31/12/2014.



La mancata presentazione comporterà la perdita dello stato di “DISOCCUPATI” , e quindi di tutti gli incentivi erogati a favore delle aziende per l'assunzione di disoccupati di lunga durata.Chiaramente questo mancato requisito renderebbe più favorevole l'assunzione, rispetto a gente con più esperienza. 

Vi invitiamo pertanto tutti a recarvi presso i CPI del vostro comune , entro il 31 Dicembre, e successivamente a recarvi ogni semestre per il rinnovo dello stesso.


Cogliamo l'occasione inoltre per informarvi che dal 19 novembre, è stato attivato il progetto “Did online” nella Provincia di Barletta - Andria - Trani. Tale strumento consente agli utenti che non hanno la possibilità di recarsi personalmente presso il Centro per l'Impiego, di presentare telematicamente la propria Dichiarazione di Immediata Disponibilità al lavoro per acquisire lo stato di disoccupazione, previsto dal Decreto legislativo 181/2000.

Per rilasciare online la Dichiarazione di Immediata Disponibilità al lavoro è necessario accedere al Portale “Sintesi” della Provincia. Per maggiori informazioni vi invitiamo a rivolgerVi presso il Centro per l’Impiego. 


Dott. Pugliese Nicola

martedì 25 novembre 2014

Voucher ICT.... Un'anticipazione.....

Come ricorderete, qualche giorno fa vi abbiamo parlato che è prossimo ad essere applicato un nuovo bando dal nome VOUCHER ICT, volto a finanziare con un contributo a fondo perduto pari al 50% le innovazioni aziendali nel settore ICT. 


A tal riguardo, vi forniamo una sintesi schematica. 



Attività Ammesse 


L'intervento previsto dal presente decreto è finalizzato a sostenere, tramite contributi in forma di Voucher di valore non superiore a 10.000,00 euro a copertura del 50% massimo delle spese ammissibili, l'acquisto di software, hardware o servizi che consentano:

  1. Il miglioramento dell'efficienza aziendale (sono ritenute ammissibili le spese per

    l'acquisto di hardware, software e servizi di consulenza specialistica strettamente finalizzati alla digitalizzazione dei processi aziendali) ; 
  2. La modernizzazione dell'organizzazione del lavoro, tale da favorire l'utilizzo di strumenti tecnologici e forme di flessibilità, tra cui il telelavoro (sono ritenute ammissibili le spese per l'acquisto di hardware, software e servizi di consulenza specialistica strettamente finalizzati alla modernizzazione dell'organizzazione del lavoro, con particolare riferimento all'utilizzo di strumenti tecnologici e all'introduzione di forme di flessibilità del lavoro, tra cui il telelavoro) ;
  3. Lo sviluppo di soluzioni di e-commerce ( sono ritenute ammissibili le spese per l'acquisto di hardware, software, inclusi software specifici per la gestione delle transazioni on-line e per i sistemi di sicurezza della connessione di rete, e servizi di consulenza specialistica strettamente finalizzati allo sviluppo di soluzioni di e-commerce) ;
  4. La connettività a banda larga e ultralarga ( sono ritenute ammissibili le  spese di attivazione del servizio sostenute una tantum, con esclusivo riferimento ai costi  di realizzazione delle opere infrastrutturali e tecniche, quali lavori di fornitura, posa, attestazione, collaudo dei cavi, e ai costi di dotazione e installazione degli apparati necessari alla connettività a banda larga e ultralarga ) ;
  5. Il collegamento alla rete internet mediante la tecnologia satellitare, attraverso l'acquisto e l'attivazione di decoder e parabole, nelle aree dove le condizioni geomorfologiche non consentano l'accesso a soluzioni adeguate attraverso le reti terrestri o laddove gli interventi infrastrutturali risultino scarsamente sostenibili economicamente o non realizzabili ;
  6. La formazione qualificata, nel campo ICT, del personale  delle suddette piccole e medie imprese (sono ritenute ammissibili le spese per la partecipazione a corsi e per l'acquisizione di servizi di formazione qualificata. Gli interventi formativi dovranno essere rivolti al personale delle imprese beneficiarie quindi a titolari / legali rappresentanti / amministratori / soci / dipendenti risultante dal registro delle imprese o dal libro unico del lavoro) .

Soggetti Beneficiari

Possono presentare domanda per la concessione del Voucher le  imprese qualificate come micro, piccola o media impresa (MPMI), aventi sede legale e/o unità locale attiva sul territorio nazionale ed essere iscritte al Registro delle imprese  della  Camera di commercio, non aver ricevuto altri contributi pubblici per le spese oggetto della concessione del Voucher.

I servizi e le soluzioni informatiche devono essere acquistati successivamente all'assegnazione del Voucher. 

Restiamo in attesa del Decreto Attuativo, tuttavia vi consigliamo di contattarci, cosi da poter già raccogliere tutta la documentazione necessaria alla partecipazione

fonte (www.finanziamenti.puglia.it)

giovedì 20 novembre 2014

Smart&Start si rinnova... Diventa solo Start

A 12 mesi dal lancio di Smart&Start (link precedente versione) sono state più di mille le domande di finanziamento per l’avvio di nuove startup innovative, di cui solo 339 progetti effettivamente finanziati. 
Il bando, che inizialmente prevedeva un fondo di 190 milioni di euro per le startup innovative è stato approvato con decreto ministeriale del 6 marzo 2013. Prevedeva due tipologie di supporto: 
- Smart , consistente in aiuti per coprire i costi di gestione sostenuti nei primi anni di attività (contributo in conto gestione pari al 30%).
- Start , contributi a sostegno dei programmi di investimento effettuati da startup che intendono operare nell’economia digitale e/o valorizzare economicamente i risultati della ricerca, pubblica e privata (contributo in conto impianti pari al 60%).
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Da mercoledì 13 novembre invece, cambia tutto. Di seguito vi esponiamo le variazioni apportate allo stesso : 
  • Inizialmente il bando si rivolgeva alle attività insediate nel meridione, oggi invece si rivolge a tutta Italia ;
  • I progetti finanziati dovranno richiedere un investimento minimo di 100mila euro e massimo di 1,2 milioni di euro ;
  • E' rivolto solo ed esclusivamente a Start Up caratterizzate da un significativo contenuto tecnologico ed innovativo , o comunque concentrate sullo sviluppo di prodotti / servizi nel campo dell'economia digitale ;
  • E' rivolto ad aziende costituende o costituite da meno di 48 mesi (purché iscritte nell'apposita sezione del Registro Imprese dedicato alle Start Up) ;
  • L'agevolazione consiste in un finanziamento a tasso zero, pari al 70% del piano di investimenti ( elevabile al 80% se l'azienda è costituita da giovani under 35 o donne o con almento un presenza di almeno un esperto con un dottorato di ricerca), da restituire in 16 rate semestrali (8 anni) ;
  • Solo ed esclusivamente per le aziende del Sud Italia è previsto un contributo in conto impianti (fondo perduto) pari al 20% del piano di investimenti.
Come si può ben notare il Bando Smart & Start cambia del tutto i propri requisiti, diventando "disicentivante" rispetto alla precedente versione. Tali variazioni, a nostro parere, sono state introdotti, in quanto gran parte delle Start Up, non disponevano di mezzi liquidi, pertanto diventava di difficile accesso per le stesse. 


Il fondo attuale ammonta a 200 milioni di euro, con l'obiettivo di finanziare almeno 200 start up innovative. Il finanziamento essere utilizzato sia per coprire le spese d'investimento, ovvero impianti e attrezzature tecnologiche, componenti software e hardware, brevetti e licenze, certificazioni, KnowHow e conoscenze tecniche, progettazione, sviluppo, personalizzazione e collaudo di soluzioni architetturali informatiche ; sia costi di gestione, quali ad esempio interessi sui finanziamenti esterni, quote di ammortamento di impianti, macchinari e attrezzature tecnologiche, canoni di leasing, personale dipendente, licenze e diritti di proprietà industriale, licenze di software e servizi di incubazione e acceleratori d’impresa.

Per candidare la propria domanda è necessario aspettare la circolare ministeriale che determini l'inizio, tuttavia si stima che lo start avvenga in data 15 gennaio 2015 , ed il bando sarà in auge sino al 31 dicembre 2020 ( a meno che non si esauriscano le risorse).

Restiamo a Vs completa disposizione per ulteriori info.

venerdì 7 novembre 2014

I "voucher".... Ecco come gestire le collaborazioni occasionali

voucher , o buoni lavoro, sono un sistema di pagamento inserito dal nostro governo per retribuire le prestazioni di lavoro "occasionale", le quali non posso essere riconducibili a dei contratti di lavoro subordinato, in quanto svolte in modo saltuario. 

Un singolo voucher ha un valore di € 10 ; permettendo quindi al lavoratore di percepire un importo netto pari ad € 7,50 , il quale risulta essere corrispondente al compenso minimo di un’ora di prestazione.

Il valore nominale pari ad € 10,00 è comprensivo di :
  • 75% retribuzione da corrispondere al lavoratore ; 
  • 13% versamento contributi INPS (gestione separata) ;
  • 7  % assicurazione INAIL , in caso di infortuni ; 
  • 5  % compenso al concessionario
L'utilità dei Voucher è valida per ambe le parti, in quanto il committente può beneficiare di prestazioni di lavoro, nella completa legalità, senza dover stipulare alcun tipo di contratto. Il prestatore riceve un compenso esente da ogni imposizione fiscale e che non incide sullo stato di disoccupato o inoccupato, cumulabile inoltre con i trattamenti pensionistici.

I Voucher possono essere utilizzati, in qualità di committenti tutte le tipologie di imprese, familiari e non, dai committenti pubblici, dagli enti senza fini di lucro, dai privati e anche dai professionisti. Inizialmente i Voucher potevano essere utilizzati solo se i prestatori fossero stati pensionati e studenti (nei periodi di vacanza). A seguito di numerosi revisioni di legge, tale strumento di regolarizzazione del lavoro accessorio è stato esteso a percettori di prestazioni a sostegno del reddito (ASPI, MiniAspi, Assegno di Invalido civile, etc....) , lavoratori part-time, extracomunitari, ed altre tipologie di prestatori, tra cui rientrano anche i disoccupati.

Vi sono tuttavia dei limiti nell'utilizzo degli stessi. Infatti un prestatore non può percepire all'interno di un'anno  più di 5mila euro netti (con riferimento alla totalità dei committenti). I percettori di misure di sostegno al reddito, invece non possono superare il limite di 3mila euro. Un impresa commerciale ed un libero professionista, non può erogare nei confronti dello stesso soggetto più 2mila euro in voucher. 

Per poter usufruire di tale strumento di regolarizzazione del lavoro accessorio, il committente deve effettuare la comunicazione di inizio prestazione all’INPS , indicando il proprio codice fiscale, il codice fiscale del lavoratore e data di inizio e fine. L’acquisizione di tale dichiarazione costituisce elemento necessario e sufficiente ad evitare, in capo al datore di lavoro, eventuali conseguenze di carattere sanzionatorio
L’acquisto può avvenire presso le sedi INPS, presso i tabaccai o presso gli uffici postali o gli sportelli bancari abilitati. Inoltre gli stessi possono anche essere acquistati telematicamente. 


La riscossione dei buoni cartacei da parte dei prestatori può avvenire presso tutti i luoghi innanzi menzionati (a seconda di dove si effettua l'acquisto) , dopo 2 giorni dal termine della prestazione, ed entro i 2 anni dal giorno dell’emissione.



martedì 4 novembre 2014

Il nuovo Regime dei Minimi..... Next open 01.01.2015

Dal 1° gennaio 2015 si parte con il nuovo Regime dei Minimi, ciò almeno è quanto  previsto dalla Legge di Stabilità 2014, la quale introduce semplificazioni sul fronte contributivo, per imprenditori, artigiani e commercianti.

In estrema sintesi il nuovo regime dei minimi comporta: aliquota forfettaria al 15%, calcolando l'imponibile con sistema di coefficienti, abolizione limiti temporali o di età per la permanenza nel regime con tassazione semplificata e, appunto, agevolazioni contributive, che cessano di avere applicazione dall'anno successivo a quello in cui vengono meno le condizioni per restare nel nuovo Regime dei Minimi.

Per rientrarvi è necessario avere i seguenti requisiti : 

  • ricavi inferiori ai 15mila / 40mila euro , a seconda del codice ATECO ;
  • spese per dipedenti inferiori ai 5mila euro lordi ;
  • investimenti inferiori a 20mila euro.

Tuttavia va precisato che ciò vale solo per i primi tre anni... 


Le agevolazioni sul fronte contributivo non riguardano tutte le Partite IVA ma, solo gli imprenditori, escludendo pertanto i professionisti. 

Quindi in primis sparisce il livello minimo imponibile INPS e quindi  applicare l’aliquota contributiva al reddito effettivamente prodotto. In attesa delle procedure definitive, vi accenniamo che gli imprenditori, per usufruire dell’agevolazione contributiva, dovranno presentare apposita dichiarazione telematica all’INPS entro il 28 febbraio di ciascun anno .

Ora ci si chiede, cosa accadrà agli aderenti all'attuale regime dei minimi??? 

Chi ha già adottato il Regime dei minimi, può continuare ad usufruirne, fino alla naturale scadenza (35 anni o nel termine dei 5 anni). Per permanere nel vecchio regime, non devono sussistere i requisiti previsti per entrare anche nel nuovo Regime dei Minimi, perchè in tal  caso dovranno automaticamente applicare le regole del  nuovo regime forfettario (quindi no dipendenti , investimenti inferiori a 15mila euro, ricavi inferiori a 30mila euro etc...).

Considerato che i nuovi requisiti di accesso al regime forfettario 2015 sono legali a ricavi inferiori a quelli previsti per le specifiche categorie (da 15 a 40mila euro in base ai codici ATECO), spese per dipendenti o collaboratori fino a un massimo di 5mila euro lordi, spese per investimenti fino a 20mila euro. Se si tratta di nuove iniziative imprenditoriali, fino alla fine del triennio si può rientrare nel nuovo regime,  abbattendo di1/3 i ricavi.

Un nostro consiglio....
Considerato che i 2/3 dei contribuenti minimi sono professionisti, informatici, agenti, etc.. E' bene precisare che il nuovo regime va ad incidere negativamente sugli stessi, in quanto i nuovi professionisti che decidono di aderire al nuovo regime dei minimi, si troverebbero a limitare tale incentivo a 3 anni, piuttosto che 5 (o fino al raggiungimento dei 35 anni) , ad incrementare la propria aliquota IRPEF al 15% piuttosto che al 5% , e comunque a non avere dei vantaggi contributivi. Al contrario se si è imprenditori, tale sistema può essere incentivante, in quanto abbatterebbe i costi fissi contributivi.
Quindi se si è professionisti conviene aprire la propria Partita IVA nel 2014 , mentre se si è imprenditori può convenire , a seconda dei casi, farlo nel 2015.

Dott. Pugliese Nicola

Bonus Bebè 2014 in dirittura d'arrivo...

In arrivo il nuovo Bonus Bebè , con fondi più elevati ed accessibile a più utenti....

Il governo Renzi, ha pensato di incentivare il lavoro femminile con un nuvo incentivo. In realtà si tratta del Bonus Bebè già proposto in via sperimentale dalla Riforma Fornero (Legge 92/2012), il quale prevedeva una serie di vincoli troppo stretti perché l’agevolazione potesse realmente essere fruita dalle lavoratrici madri

L’obiettivo del nuovo Governo è innanzitutto quello di innalzare il contributo da 300 euro a 600 euro, ed inoltre di estenderlo anche alle lavoratrici del pubblico impiego semplificando le modalità di accesso all'agevolazione. Il tutto dovrebbe avere inizio nel 2015.

Il bonus imposto inizialmente dalle Legge Fornero prevedeva l'utilizzo di questo fondo in alternativa al congedo parentale ed escludevo dalla sua fruizione le lavoratrici esentate totalmente dal pagamento della rete pubblica dei servizi per l’infanzia o dei servizi privati convenzionati, le lavoratrici che usufruivano dei benefici di cui al Fondo per le Politiche relative ai diritti ed alle pari opportunità e le lavoratrici della Pubblica amministrazione. 

Il governo Renzi invece ha voluto utilizzare questo strumento come incoraggiamento delle lavoratrici a non abbandonare il lavoro dopo il parto per accudire i propri figli, ripristinando lo stesso ed estendendolo anche alle dipendenti del pubblico impiego.  

Si attende solo di decreto direttoriale.

Dott. Pugliese Nicola